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Bagnasco saluta Genova

L’ultimo messaggio alla sua città, “discreta e resiliente”
Angelo Bagnasco

«A papa Francesco, Genova, ti ho descritta come un “diesel”: non ti concedi a facili entusiasmi, ma osservi valuti e poi, messa in moto, parti con coraggio e punti alla meta». Così l’arcivescovo emerito di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, ha salutato l’arcidiocesi dopo esserne stato a capo per 14 anni: ha voluto dedicare l’ultimo paragrafo dell’omelia alla sua città, duramente colpita dalle alluvioni, dal crollo della Torre piloti e da quello del ponte Morandi.

A prendere il testimone è stato il l’arcivescovo eletto monsignor Marco Tasca. San Lorenzo, la cattedrale, era semivuota: all’interno non c’era nessun fedele, ma solo membri del clero per riuscire a mantenere il distanziamento sociale. Fuori dalla chiesa centinaia di persone hanno seguito con commozione la celebrazione dal maxischermo. È stata anche l’occasione di celebrare San Giovanni Battista, patrono cittadino, con il rito della benedizione alla città. «Una straordinaria coincidenza», come l’ha definita Bagnasco.

L’atmosfera è gioiosa ma allo stesso tempo pesante: il cardinale si è saputo far apprezzare dai fedeli che faticano a salutarlo, anche se continuerà a stare nella sua amata Genova. I cittadini gli hanno dimostrato un grande affetto: cori al grido di “Angelo”, lunghi applausi e qualche lacrima.

«A te Genova, regina della Liguria, il mio abbraccio. Mi hai accudito da piccolo tra le macerie della guerra. Dalla mia famiglia e dalle tue case, strette tra loro come per proteggersi, ho imparato a vivere insieme, a faticare con serenità, ad accontentarmi di quello che c’era. La tua storia spiega un riserbo che può apparire un distacco, ma che in realtà preserva la bellezza della tua anima», ha continuato il cardinale.

Anche il sindaco Marco Bucci, presente in Cattedrale, ha voluto sottolineare le difficoltà che hanno dovuto affrontare i cittadini negli ultimi dieci anni, non ultima quella della pandemia. «Ho potuto godere della sua collaborazione solo negli ultimi tre anni, quando sono diventato sindaco, ma la sua guida spirituale (Bagnasco ndr.) mi ha aiutato nelle scelte difficili. La sua mano è sempre stata sulla barra del timone e ha sempre condotto la nave in porto», ha spiegato il sindaco con una metafora marinaresca.

Bagnasco ha voluto rivolgere un pensiero alle persone di tutte le età, perché di tutte le età sono i fedeli della sua arcidiocesi che incontra nelle sue passeggiate nel centro storico di Genova, e che gli offrono un caffè, una battuta o una confidenza. «Dico una parola a voi bambini, germoglio della vita: sappiate ringraziare e siate docili a chi vi ama con amore puro. Scrivo a voi adolescenti: non abbiate paura delle vostre interiori turbolenze, Gesù vi è accanto, ascoltate la sua voce. Scrivo a voi giovani, primavera del mondo: non sbagliate la vita. Esistono altezze che neppure si possono immaginare, ma che l’anima può raggiungere e che vi aspettano. Scrivo a voi adulti, che siete nel pieno delle forze e che avete responsabilità gravi: non è importante sentirvi importanti, ma essere utili. Scrivo a voi anziani: non siete nostalgici narratori del passato, ma depositari di una saggezza che indica ciò che vale».

Un grazie particolare, infine, va ai lavoratori, a cui il cardinale è sempre stato molto vicino, che gli ricordano il duro lavoro del padre in fabbrica e del nonno in porto. «Grazie per la vostra vicinanza. Continuate a mantenere lo sguardo teso all’occupazione e alla dignità, al pane e allo sviluppo».

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